Buon Anno, miei cari!

Ti svegli nel tardo mattino di un mese d’aprile che esita a mostrare il suo volto migliore. Un verde, appena accennato, colora una ancor brulla natura, uscita tra dubbi e incerti tepori dal lungo sonno invernale.
È stata una notte di fuoco. Frammista di cifre, eruttate a getto infernale da quel piccolo schermo, che annuncia, alternando, trionfi o sconfitte. Vicende che cambiano, nel bene e nel male, percorsi di vita.
Stavolta è diverso. Ti sei candidato. La lista è l’UNIONE di Prodi. Il collegio, l’Europa. Si vota; è una prima, una storica svolta, quassù e nel mondo, nel segno di una realizzata speranza.
Ti sei candidato e sei stato eletto. Sperare era umano, ma nulla di più. E pure è accaduto. Due settimane d’attesa e parti per Roma.
Rappresenti speranze nascoste nei cuori di uomini e donne, la cui vita è racchiusa in due semplici idiomi: lavoro e coraggio.
Eletto per fare che cosa? Per dare una voce, riattaccare un filo spezzato, riscoprire diritti da tempo sperduti nel libro dei sogni. Per dire: ci siamo.