Sventoliamo anche all’estero il Tricolore italiano!

Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II proclama il Regno d’Italia. Il 17 marzo 2011 in Italia è Festa nazionale per ricordare 150 anni dopo quella data storica per il nostro Paese. È stato il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a volere fortemente rimarcare l’anniversario, invitando per il 2 giugno (Festa della Repubblica) 26 capi di stato europei, oltre a Stati Uniti, e Russia. Per questa importante occasione il Presidente della Repubblica ha ricordato gli italiani all’estero, poiché alla lista dei Paesi invitati ha aggiunto anche quelli dove vivono le comunità italiane più numerose, tra cui Argentina, Brasile, Canada e Uruguay. Un riconoscimento che ho apprezzato molto per il valore che assume nelle relazioni internazionali dell’Italia la presenza di milioni di connazionali nel mondo. L’ostilità della Lega sull’indizione del 17 marzo Festa nazionale, almeno per quest’anno, rivela la fragilità dello spirito nazionale di una parte consistente degli attuali governanti. Bene, quindi, ha fatto il Capo dello Stato Giorgio Napolitano a sottolineare che “ricordare lo stato uinitario non è uno spreco di tempo né di denaro, è un investimento per il domani, per favorire la soluzione dei problemi che sono dinanzi a noi. Non c’è retorica - ha affermato - nel recuperare con fierezza il valore dell’unità e dell’indivisibilità nazionale con Nord e Sud uniti per il progresso”.

Iniziate a Reggio Emilia con l’alzabandiera in occasione del compleanno del tricolore italiano, nato proprio nella città emiliana nel 1797, le celebrazioni si svolgeranno fino a novembre 2011 in Italia e nel Mondo. Sia il Ministero degli Affari Esteri che le Ambasciate, i Consolati, Comites e le associazioni sono impegnati nell’organizzazione delle celebrazioni. Da Pechino a Washington, da Londra a Tehran, da Lisbona a Varsavia, da Zurigo a Parigi, da Barcellona a Francoforte, da Atene a Bruxelles, ovunque. Ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia ci permette di riflettere sulla storia del nostro Paese: i grandi passi avanti realizzati in un secolo e mezzo, da quando l’Italia era divisa e poverissima, ad oggi, che compete con i Paesi più sviluppati; le due grandi tragedie belliche e la rinascita che ne seguì grazie alla vittoria delle forze antifasciste; il fasto della cultura del cinema e dell’arte, ma anche le divisioni e le contraddizioni economiche che accrescono il divario Nord-Sud. Liberare l’Italia dal berlusconismo, costruire regole condivise, aprire le porte del cambiamento, avviare la rinascita morale, culturale, economica della Repubblica, è la sfida di Pier Luigi Bersani e la missione del Partito democratico.

Vorrei trasmettervi, cari e care connazionali, la mia gioia nel festeggiare un altro giubileo dell’Unità d’Italia, dopo quello del Centenario, nel 1961. Forse, molti di voi, confrontati per la prima volta con questo sentimento patriottico, si sentiranno frastornati, soprattuto ora, che viviamo nell’era della globalizzazione, della multiculturalità e della pluricittadinanza. Vi invito ad abbandonare le esitazioni e partecipare simbolicamente ai festeggiamenti dell’Unità d’Italia, esponendo la bandiera italiana sul balcone, ascoltando l’Inno di Mameli, telefonando oppure scrivendo una mail ai vostri amici e familiari per ricordare la lotta e il sacrificio dei protagonisti del Risorgimento italiano: Garibaldi, Mazzini, i patrioti della repubblica romana e delle cinque giornate di Milano, Carlo Pisacane e i trecento eroi  caduti  combattendo per la libertà e la democrazia.  

Viva l’Italia!

Un caro saluto tricolore
On. Gianni Farina

 
{play}images/inno_italia.mp3{/play}