Chiusura delle strutture consolari: il Ministro Frattini riferisca in Parlamento!

Buon Anno a tutti (e)!
Mercoledì 13 gennaio sono intervenuto in Aula nel corso dei lavori parlamentari della prima settimana del 2010. Subito, all’inizio di questo nuovo anno, ho voluto porre all’attenzione dei colleghi e del Governo il tema dei servizi consolari. “Anno nuovo, problemi vecchi” è una massima sempre attuale.

La chiusura delle sedi consolari italiane di Berna e Lucerna, prima, di  Chur – Mulhouse – Chambery – Lilla - Manchester – Liegi – Mons - Mannheim – Saarbruecken – Norimberga – Amburgo – Losanna, avvenute o in atto. La richiesta al ministro degli Esteri Franco Frattini di riferire in Parlamento.

Nel più generale contesto dello smantellamento della rete consolare italiana in Europa e nel mondo, spicca l’attenta riflessione di un’alta autorità  della politica cantonale della Confederazione Elvetica. Trattasi del Presidente del Consiglio Cantonale dei Grigioni, dott. Christian Rathgeb, che ha ritenuto opportuno inviarmi, in data 17 dicembre 2009, uno scritto, preoccupato e rispettoso, riguardante la paventata chiusura dell’agenzia consolare italiana di Coira. Egli tiene ad informarmi dell’attenzione con cui il Gran Consiglio Grigionese ha affrontato la questione inerente il futuro dell’Agenzia Consolare Italiana  nella capitale alpina.

Oltre alle puntuali precisazioni sulla consistenza della comunità italiana, e alle migliaia di cittadini italiani naturalizzati, o con doppio passaporto, che mantengono un forte rapporto culturale, economico e sociale con l’Italia e con le regioni limitrofe (Lombardia, Piemonte e Trentino Alto Adige), il Presidente Rathgeb afferma che l’eventuale chiusura dell’Agenzia Consolare di Chur, rappresenterebbe un grave impedimento per i cittadini e le cittadine italiani e non, costretti a lunghi viaggi per il disbrigo di ogni pratica amministrativa.

Il Gran Consiglio dei Grigioni è dell’opinione che la chiusura dell’Agenzia Consolare Italiana produrrà, oltre ai danni che sorgeranno per il ruolo svolto dalla suddetta Agenzia al servizio dei tanti lavoratori transfrontalieri provenienti dalle provincie italiane limitrofe, conseguenze alquanto negative, sia sul piano culturale, che in quello delle relazioni economiche e commerciali tra l’Italia e il Cantone dei Grigioni.  “E’ per me molto importante - aggiunge il presidente Rathgeb - farle presente la generale preoccupazione espressa dai componenti il Parlamento Cantonale Grigionese per l’annunciata chiusura dell’Agenzia. Per tutto quanto ella vorrà e potrà fare per evitarne la chiusura - aggiunge il presidente Rathgeb - le invio il personale ringraziamento e dell’insieme dei Parlamentari Grigionesi”. Nel Canton Grigioni, occorre precisare, si parlano e si studiano tre delle quattro lingue nazionali svizzere:  il tedesco, l’italiano e il ladino. A tutto ciò va aggiunto che lo smantellamento delle rappresentanze italiane in Europa e nel mondo, è attuato con provvedimenti a pioggia privi di ogni visione strategica complessiva. Si chiude qua e là, vantando presunti e alquanto aleatori risparmi di bilancio.

Si è chiuso a Berna e Lucerna. Si chiude a Chambery, Lilla e Mulhouse in Francia, senza tener conto dell’importanza strategica dei dipartimenti francesi in oggetto. Si chiude a Manchester, in Gran Bretagna. Si chiude a Liegi e Mons in Belgio. Si chiude a Mannheim, Saarbruecken, Norimberga. Si chiude ad Amburgo, la città stato più importante, sul piano economico e commerciale, della Germania, una cui delegazione parlamentare è venuta mercoledì 13 gennaio a Roma per esprimere in Commissione esteri la preoccupazione del Parlamento regionale. E non per ultima, gravissima e totalmente inesplicabile, la ventilata chiusura del Consolato italiano di Losanna. Capitale del Vaud, capitale olimpica, centro politico, culturale, economico e commerciale di riferimento dell’insieme della Svizzera francofona, Losanna è tra le città più importanti della Confederazione.

Sabato 16 Gennaio saremo a Losanna, accanto e solidali con la comunità italiana, mobilitata per contrastare una sciagurata decisione, attuata senza che sia stata sentita la comunità italiana con i suoi rappresentanti nella Confederazione  Elvetica. Per tutto ciò, ritengo urgente e necessario che sia lo stesso ministro degli Esteri a riferire in Parlamento sull’insieme delle questioni riguardanti le strutture diplomatico-consolari in Europa e nel mondo il cui smantellamento, in zone di vitale interesse e di forte radicamento delle comunità italiana, nuoce agli interessi dell’Italia e provoca smarrimento e sdegno presso i nostri cittadini.

On. Gianni Farina
Camera dei Deputati (Roma), 13 gennaio 2010