Democrazia e Partecipazione

"La mia lunga intervista al periodico di politica e cultura edito in Svizzera, Realtà Nuova".

Respingiamo l’assalto alla legalità, ai diritti, all’uguaglianza e alla giustizia sociale. Gli italiani all’estero vogliono contare in Italia e nei Paesi di residenza.

Tanti i temi affrontati nella conversazione: voto all’estero, attività dei parlamentari, elezioni dei Comites e del Consiglio generale degli italiani all’estero, politica e organizzazione del Partito democratico, elezioni regionali. Nella premessa, ho voluto sottolineare il bel voto popolare che in Svizzera ha respinto con una maggioranza ampia l’attacco alle pensioni complementari del Secondo pilastro, ristabilendo il principio della giustizia sulla gestione finanziaria delle casse pensioni. Inoltre, ho espresso la gioia di vedere tanti connazionali impegnati nelle amministrazioni locali, come è avvenuto con le elezioni a Zurigo, Dietikon e Winterthur.  

CASO DI GIROLAMO E VOTO ALL’ESTERO
Il diritto di voto all’estero pare schiacciato in una morsa mortale: da una parte la vicenda del Senatore Nicola Di Girolamo e dall’altra gli scarsi risultati ottenuti dai Parlamentari della Circoscrizione estero. Qual è il suo parere?
Si legge in uno dei passaggi dell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, Aldo Morgigni: “Il senatore Di Girolamo risulta essere promotore e a capo di una associazione per delinquere che ha commesso delitti di eccezionale gravità e ha cagionato all’erario un danno stimabile in oltre 370 milioni di euro”. Dall’ordinanza del gip emerge un sodalizio criminale, i cui protagonisti si annidano persino in importanti apparati delle istituzioni centrali e periferiche. Tutto va provato, naturalmente. Le dimissioni del Senatore Di Girolamo, accolte dall’Aula, e il suo successivo arresto, rappresentano un primo momento di verità su una vicenda che ha gettato fango e discredito sulle istituzioni repubblicane. Né vorrei omettere il fatto inoppugnabile che fu la destra attraverso il suo capogruppo in Senato, Maurizio Gasparri, ad opporsi, ripetutamente, all’ipotesi di decadenza per ineleggibilità  dell’allora senatore Nicola Di Girolamo. Sia ben chiaro: per i nostri cittadini italiani nel Mondo, il caso Di Girolamo non è che l’ennesimo scandalo italiano, in cui gli italiani nel mondo vengono ad essere vittima sacrificale. Il tutto, per offuscare le corruttele planetarie; dirottare il sentire comune su bersagli minori; continuare con successo l’opera di copertura e disinformazione sull’esteso degrado morale e civile del nostro Paese. La legge ordinaria 459 del 27 dicembre 2001, regola il diritto di voto e l’elezione dei cittadini italiani all’estero, e prevede l’analisi comparata dell’A.I.R.E. dei Comuni italiani e delle anagrafi consolari. Non è possibile eluderla senza una vasta rete di amicizie e di corruttele nelle amministrazioni e nelle istituzioni consolari. Scandalo italiano: dell’anagrafe capitolina e delle istituzioni consolari di Bruxelles, il cui ruolo è stato decisivo per l’iscrizione all’A.I.R.E. del Di Girolamo e per consentirne l’illegittima candidatura al Parlamento repubblicano. Altra cosa sono i postulati sostenuti e i risultati raggiunti per la comunità italiana nel mondo. Lodevole la tenace difesa degli interessi dei nostri connazionali condotta dagli eletti dell’UNIONE nel biennio 2006-2007. La salvaguardia degli investimenti sui capitoli di spesa per l’estero (il  consolidamento dei finanziamenti per   lingua e cultura, come per l’ammodernamento delle strutture consolari), gli interventi sulla doppia imposizione fiscale e per l’annullamento dell’imposta ICI sulla casa, la valorizzazione degli istituti di rappresentanza, furono i tratti positivi dell’attività degli eletti dell’UNIONE e del costruttivo rapporto con il  governo Prodi. Il governo di destra sta distruggendo gran parte delle aspettative: si è tolta l’ICI ai ricchi e la si è rimessa agli emigrati; si assiste a una cinica ristrutturazione delle istituzioni consolari aliena da ogni giudizio di merito; si sono dimezzati gli interventi sull’insieme dei capitoli di spesa per l’estero; sono previsti ulteriori tagli, negli anni a venire, entro quel complessivo programma triennale che è una autentica sciagura, anche per gli interessi dell’Italia nel mondo. All’opposizione e agli eletti all’estero del Partito democratico, l’ingrato e il difficile compito, purtroppo inascoltato, della protesta e della proposta. Occorrerebbe più collaborazione tra tutti gli eletti: di maggioranza e opposizione. Ciò non è stato e non è possibile: per cecità e servilismo degli eletti della maggioranza di governo.

AMMODERNAMENTO DELLE ANAGRAFI
Il tema dei brogli elettorali all’estero è un tema ricorrente. Lei, in qualità di componente della Giunta delle Elezioni, quali elementi ha rilevato che possa giustificare questa accusa?
La 459 ha evidenziato pecche applicative che meritano un’attenta riflessione. La responsabilità della stampa delle schede elettorali affidata alle istituzioni consolari italiane nel mondo, con la conseguente scelta di tipografie non sottoposte ad un sistematico controllo dei normali apparati di sicurezza previsti sul suolo nazionale, apre lo spazio ad eventuali ed estese manomissioni. Così come l’invio delle stesse da parte dei consolati. Appare evidente e indispensabile l’ammodernamento dell’anagrafe dei cittadini italiani all’estero e sarebbe auspicabile, anche se richiederà tempo e investimenti, l’istituzione dell’anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero su base volontaria, per togliere ogni e qualsiasi dubbio sul diritto attivo e passivo di voto. Introdurre un minimo di residenza per il diritto attivo e passivo di voto come avviene, per esempio per l’elezione nel Consiglio generale degli italiani all’estero (tre anni), mi appare modifica indilazionabile. Se fosse possibile, cosa a cui personalmente non credo, occorrerebbe introdurre il voto diretto. Sia, tuttavia, chiaro: il voto postale o per corrispondenza è scelta di civiltà, adottato dai Paesi di più alta tradizione democratica. Una scelta di civiltà, che dipende dalla serietà e dalla coscienza civile e democratica dei cittadini. Fenomeni di corruzione, sono, naturalmente, possibili, e vanno perseguiti perché non sia inficiata la correttezza della consultazione. Questi e altri ancora, alcuni correttivi, presenti anche nella mia proposta di legge del 31 marzo 2009, a prescindere da alcune singolari considerazioni frutto dell’ignoranza e della non conoscenza della collettività italiana nel mondo, a cominciare dalla seconda carica dello Stato, il presidente del Senato, Renato Schifani. 

RAPPRESENTANZA PARLAMENTARE
Il voto all’estero resisterà anche in caso di revisione costituzionale profonda con la conseguente riduzione del numero dei parlamentari?
E perché? È una conquista storica, che ha riconciliato l’Italia con cinque milioni di cittadini italiani nel mondo, senza dimenticare i tanti milioni non più italiani e tuttavia vicini alle vicende sociali e politiche della Repubblica. No, non credo a una simile sciagura. Una conquista che ha fatto storia di emulazione democratica: la Spagna, il Portogallo, e ora la Francia, che si appresta ad eleggere nel 2012 undici deputati all’Assemblea nazionale, dopo i 12 senatori già presenti in rappresentanza dei due milioni di cittadini francesi nel mondo, dei quali, ottocentoventimila iscritti nelle liste elettorali a base volontaria secondo la tradizione democratica della Francia. Una modesta riflessione sui fatti cui ho accennato, mi porta a considerare che, anche in presenza di una revisione costituzionale, ogni riduzione per l’estero, già sotto rappresentato in rapporto alla consistenza dei cittadini ivi residenti, sarebbe moralmente e costituzionalmente inaccettabile.

ELEZIONI DI COMITES E CGIE
Dopo un primo rinvio di un anno, entro il 2010 si dovranno svolgere le elezioni per il rinnovo dei Comites. Pensa che si voterà con la nuova legge sulla quale è iniziata la discussione in Senato?
Il rinvio, totalmente inspiegabile, ha prodotto solo guasti. I presupposti per tale sciagurata decisione erano, nella migliore delle ipotesi, fondati su una analisi errata delle insufficienze della legge istitutiva. È passato il messaggio della destra, in parlamento e nel mondo, persino accompagnato da alcuni singolari e inopportuni consensi nel campo democratico.
Una legge innovativa riformata per tener conto della nuova realtà degli eletti dall’estero nel Parlamento repubblicano, la si butta alle ortiche per sostituirla con proposte di accentramento della rappresentanza in pochi grandi Consigli staccati dalle realtà democratiche territoriali, i cui presidenti vengono, a loro volta, a far parte di un fantomatico Consiglio degli italiani nel mondo in sostituzione dell’attuale CGIE. Non vi è limite al peggio, naturalmente. Vi è, in tale proposta, un cupo pessimismo sul grado di cultura democratica della comunità nazionale nel mondo. Una perdita della memoria. Una visione centralistica e corporativa, ideata per smantellare le conquiste partecipative e democratiche di tanti decenni. Non di proconsoli abbiamo bisogno ma, al contrario, di rappresentanti vicini alla gente in un rapporto quotidiano di ascolto e di condivisione. Vale per i Comites, per i componenti il Cgie, per i nostri parlamentari nonché per le strutture consolari.

IL NUOVO RESPONSABILE PD MONDO
Quattro mesi dopo l’insediamento di Pier Luigi Bersani alla Segreteria nazionale del Partito Democratico, è stato nominato il nuovo coordinatore del Pd Mondo. Che sviluppi potrà determinare nel Partito l’incarico affidato a Eugenio Marino?
A Eugenio Marino va il mio augurio sincero e affettuoso per l’impegno che lo aspetta. Un compito non facile, anche in seguito alla campagna delle primarie che ha prodotto, oltre agli indubbi aspetti positivi, divisioni e incomprensioni frutto quasi sempre di negativi personalismi. In ogni cosa c’è un principio e una fine. A primarie finite, e con il nuovo organigramma che assegna all’organizzazione del partito e al suo giovane responsabile Nico Stumpo il rapporto con il PD Mondo, è giunto il tempo, pur nella diversità delle molteplici sensibilità di cui è ricco il Partito democratico, dell’impegno unitario e appassionato per affermare le idee di una grande forza popolare e democratica del riformismo e della sinistra italiana. 

LA SAGGEZZA DEL PRESIDENTE NAPOLITANO
In Italia è in corso la battaglia politica sulle imminenti elezioni regionali. Come andranno?
Andranno bene. Non possono che andare bene. Non voglio assolutamente oscurare ritardi e fenomeni degenerativi avvenuti anche nel nostro campo. Fenomeni, su cui riflettere e da combattere inflessibilmente. Riflettere sulla selezione dei quadri, sulla loro moralità, sull’impegno, la passione, l’intelligenza che hanno messo al servizio del Paese e del partito. Il quadro generale è, tuttavia, ancora ricco di tante intelligenze e personalità che meritano la fiducia del popolo. A condizione che le elezioni si svolgano davvero. L’immoralità, la sciatteria, la miserevole arroganza, il disprezzo delle regole, l’incultura democratica, ulteriormente evidenziati dalla destra e dal suo capo alla presentazione delle liste regionali, mi fanno temere il peggio. Non vorrei perdere l’occasione per esprimere al caro Presidente della Repubblica la stima e l’affetto per un impegno così gravoso a cui Giorgo Napolitano assolve con la sapienza che tutto un popolo gli riconosce. 

LE CAPACITÀ E LE QUALITÀ DI BERSANI
Bersani resisterà agli eventuali attacchi esterni ed interni?
Di quali attacchi parliamo? Un segretario chiamato a una gravosa responsabilità da milioni di cittadini e cittadine nelle recenti primarie e che si è distinto in ogni sua attività - politica, amministrativa, ministeriale - per le sue indubbie capacità unite alla cultura dell’ascolto e del confronto democratico, messo in discussione da un primo non positivo risultato elettorale, al di sopra di ogni contesto e analisi di merito, sarebbe il prevalere delle degenerazioni correntizie, delle invidie e delle nascoste ambizioni di alcuni. Ci mancherebbe anche questa sciagura. Non accadrà. Pier Luigi Bersani è e sarà, con il contributo di tutti, il segretario del consolidamento e dell’affermazione del nostro partito.

realtà nuova, 15 marzo 2010