Modifica dei termini di prescrizione dei reati contro la pedofilia

Nella giornata nazionale contro la pedofilia, istituita dal Parlamento italiano con una legge approvata il 4 maggio 2009, nella quale si stabilisce che "la Repubblica riconosce il 5 maggio come Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, quale momento di riflessione per la lotta contro gli abusi sui minori”, ho presentato in Parlamento un disegno di legge per la modifica dei termini della prescrizione dei reati contro la pedofilia. La proposta di legge, nel mettere mano alla delicata materia della prescrizione dei reati, tenta di porre rimedio ad una situazione di evidente distorsione creata dalla generalizzata applicazione delle norme suddette ai reati di violenza sessuale (articolo 609-bis del codice penale), atti sessuali con minorenne (articolo 609-quater) e corruzione di minorenne (articolo 609-quinquies). Pur se la riforma operata nella XII legislatura con la legge 15 febbraio 1996, n. 66, e le leggi e modifiche di legge che si sono susseguite (la legge 296/1998 sulle norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, il turismo sessuale in danno dei minori, aggiornata dalla legge nr. 38 del 2 marzo 2006, recante il titolo “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo internet”, che ha lo scopo di inasprire le pene e di ampliare la nozione di pornografia minorile; e la recente ratifica della Convenzione di Lanzarote - sottoscritta da ben 23 Stati - con la quale la pena è stata ulteriormente inasprita e il reato è equiparato all’omicidio preterintenzionale) hanno inciso in maniera profonda ed efficace sui reati appena citati,  ho inteso porre l’attenzione su un punto che considero ancora aperto per fronteggiare più adeguatamente un reato tornato prepotentemente alla cronaca. È per tale motivo che l’articolo 1 del presente disegno di legge dispone la modifica del comma secondo dell’articolo 609-septies del codice penale, aggiungendovi una previsione che consenta al minore di età, vittima di uno dei reati previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter e 609-quater, di proporre querela sino a sei mesi dopo il compimento della maggiore età e contemporaneamente spostando in avanti - al raggiungimento della maggiore età da parte della vittima del reato - il dies a quo del decorso della prescrizione nel caso di reati di natura sessuale compiuti in danno di minori degli anni quattordici, sempre che per il medesimo reato non si sia già proceduto. In tal modo si permetterebbe alla vittima stessa di avere ulteriore tempo di elaborare la violenza subita e, una volta raggiunta una età in cui vi è piena cognizione di sè e degli eventi che si verificano, avere la possibilità di denunciare le violenze subite.

DISEGNO DI LEGGE
1. All’articolo 609-septies del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo comma, dopo le parole: «è di sei mesi» è aggiunto il seguente periodo: «Se il reato è commesso in danno di minore, l’offeso può proporre querela fino a sei mesi dopo il compimento della maggiore età.»;
b) dopo il quarto comma è aggiunto il seguente:
«Per i delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-quater e 609-quinquies, ove commessi in danno di persona minore degli anni quattordici e sempre che non si sia già proceduto, la prescrizione comincia a decorrere dal raggiungimento della maggiore età».

Art. 2.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

On. Gianni Farina
Roma, Camera dei Deputati, 5 maggio 2010