Una grande unione democratica

Lo strumento per rispondere alle sfide della costruzione europea. Il rapporto peculiare con le forze del socialismo europeo.

La svolta storica di Aprile 2006
Tutti gli osservatori sono concordi: la preoccupazione fondamentale, tra gli elettori dell’Unione all’estero, è oggi la sorte del governo. Lo comprendo: in una appassionata campagna elettorale abbiamo risvegliato speranze, riacceso entusiasmi, indicato nella vittoria del centro-sinistra la possibilità di realizzare il sogno: la rinascita sociale e civile del paese con il contributo delle comunità italiane in Europa e nel mondo. Rimettere il governo in condizione di condurre un'efficace azione è quindi la condizione indispensabile per rilanciare un processo unitario e aggregativo di partiti, associazioni e movimenti che operano nel vivo delle realtà italiana all’estero. Lo stesso voto di aprile 2006, la straordinaria vittoria nostra (mi limito all’Europa) si può leggere come una conferma di un investimento fiduciario che non è conquistato una volta per tutte. Non lo è e va molto oltre le nostre stesse aspettative, il nostro insediamento, cioè quello che noi siamo oggi, come siamo radicati sul territorio.