Un caro amico può cambiare il destino dell‘Europa! Il Pd, primo partito della nazione!

Gioia e commozione  fanno spazio  all’ansia dell’attesa pomeridiana. Le telefonate ai compagni in un pomeriggio che non finiva mai, per raccogliere spicchi di informazione dagli amici e militanti socialisti con i quali ho convissuto un decennio del mio impegno politico militante a Parigi e in Francia.  “Tranquillo Gianni, tutto procede bene, sarà una grande vittoria”, mi dicevano. Sarà, ma la tensione non si allentava e sino all’annuncio concorde degli istituti demoscopici. François  Hollande, il segretario socialista di tutta una epoca storica, è il nuovo presidente della Repubblica francese. Lo conobbi nei primi anni Novanta. Un uomo semplice: nell’aspetto e nei comportamenti. Spesso offeso e deriso come persona mediocre, anche a sinistra, perché non impersonava lo stile imperiale dell’elite politica dell’esagono, ha saputo imporsi come autentico leader all’interno del partito prima, presso il grande pubblico, il popolo di Francia, poi. François ha parlato ai sentimenti, all’animo e al cuore delle persone, del suo popolo a cui ha guardato da giovanetto nelle speranza di poter un giorno guidarlo verso un avvenire più giusto e più equo. Ha parlato di giustizia sociale e di solidarietà, da cittadino di Francia e da europeo, consapevole che, solo una Europa unita della convivenza e della pari dignità, sarà all’altezza della sfida del ventunesimo secolo. Ha parlato di economia con la semplicità sconosciuta ai mandarini che tutto sanno (Sarkozy , ne è l’esempio) ma colpevoli dello stato pietoso, economico e sociale, in cui versa l’Unione europea. Ha parlato ai suoi cittadini, ai compagni e alle compagne il linguaggio della verità  e della semplicità. Caro François, ti saluta e abbraccia un militante socialista dei democratici italiani. Auguri a te, al tuo popolo, perché possa partire da Parigi un nuovo, esaltante messaggio di speranza e rinnovamento: per la Francia, per l’Europa intera.

In Italia l’affermazione del centrosinistra e il crollo del Pdl
In Italia, una importante consultazione amministrativa ha interessato poco meno di dieci milioni di elettori. Grandi città come Palermo e Genova, oltre a Parma, Lecce, L’Aquila, Verona e altre, sparse su tutto il territorio nazionale, hanno eletto, in alcuni casi rieletto, i loro sindaci e le loro amministrazioni comunali. Il dato più significativo è la straordinaria affermazione del  centrosinistra da una parte, il crollo verticale del Pdl dall’altra. Và inoltre segnalata la forte affermazione del movimento che fa riferimento, ma non solo, a Grillo, un risultato che, oltre a segnalare una forte protesta, indica, a mio parere, un marcato desiderio di partecipazione e di rinnovamento della politica. Netto il calo, a parte il fenomeno Tosi a Verona, della Lega in tutto il nord. Forte l’affermazione personale di Leoluca Orlando, il mitico sindaco di una straordinaria stagione politica, a Palermo. Non vanno tuttavia sottovalutati segnali di stagnazione anche per quanto riguarda il risultato amministrativi del Partito democratico. Fenomeni che indicano, in taluni casi, la pesantezza del rapporto tra i cittadini, il partito e i suoi gruppi dirigenti. Dall’affermazione del centrosinistra e di una sinistra riformista e di governo possiamo, da domani, partire per rendere più incisiva la nostra politica, più chiaro, critico e incalzante l’appoggio al governo Monti, più forte  l’impegno per atti di governo a sostegno della crescita e del lavoro, e di una maggiore equità sul piano sociale perché non siano sempre gli stessi a pagare i costi della crisi. Il Partito democratico si è affermato stabilmente come il primo partito della nazione. Grande è quindi la nostra responsabilità perché la Repubblica ritrovi la strada dello sviluppo, del rinnovamento  e del risanamento, morale e civile, della nazione.

Roma, Camera dei Deputati, 7 maggio 2012