"Per la cittadinanza svizzera si applichi il diritto della reciprocità"

Il passaporto svizzero costa troppo rispetto ai costi della naturalizzazione nei Paesi dell’Unione europea e in Italia. Interrogazione parlamentare al ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata per chiedere l’impegno del governo italiano affinché ponga alla Confederazione Elvetica il diritto della reciprocità.

Care e cari connazionali,
care e cari democratici,

il 20 settembre ho presentato un’interrogazione parlamentare per invitare il Ministro Terzi ad assumere le iniziative appropriate affinché nell'ambito delle trattative fiscali bilaterali che si sono aperte tra l'Italia e la Svizzera, si possa porre nei termini previsti dalle rispettive autonomie e sovranità, il diritto alla reciprocità in materia di cittadinanza per quanto riguarda l'importo relativo alla tassa. Si tratta di un tema estremamente importante anche per le delegazioni parlamentari italiane e svizzere nei loro tradizionali incontri, ultimo dei quali  si è svolto nei giorni 24 e 25 settembre 2012. Nell’interrogazione chiedo inoltre al Governo di adoperarsi affinché nell'ambito degli Accordi bilaterali Unione europea-Svizzera, l’Ue solleciti il Governo elvetico a un maggiore impegno per l'estensione della procedura della naturalizzazione agevolata a favore dei cittadini dell'Unione europea circa la tassa per la procedura di naturalizzazione legata al principio di ius domicilii allo scopo di considerare unicamente le spese amministrative come avviene in tutti i Paesi dell'Unione europea.

Le legislazioni dei Paesi dell’Unione europea
La legislazione sulla cittadinanza nella la maggior parte dei Paesi europei si basa su una combinazione di ius sanguinis e ius soli, e sono 13 gli Stati che conservano la cittadinanza unica legata al principio ius sanguinis, pur con alcune eccezioni: Spagna, Austria, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia. Lo ius soli invece è lo strumento che permette a chi nasce in un determinato Paese di acquisire il diritto di cittadinanza. Sono pochi gli Stati che non contemplano norme simili: Danimarca, Estonia, Lettonia, Polonia e altri ancora. La Svezia, per esempio, consente la naturalizzazione, per semplice dichiarazione, ai minori che abbiano vissuto nel Paese per 5 anni. Questa è una forma che combina ius soli e ius domicilii, che molti Paesi utilizzano (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Portogallo, Regno Unito) per facilitare il processo di integrazione delle nuove generazioni di figli degli immigrati. Una tendenza diffusa è l'introduzione di testi linguistici e di conoscenze civiche del Paese ospitante: tra i 16 Paesi che li ha introdotti, non figura l'Italia, che però lo ha introdotto per l'ottenimento del soggiorno di lungo periodo.

In Svizzera si chiede la modifica della legge sulla cittadinanza
La mia iniziativa parlamentare coincide con i tempi della ricerca dell'Istituto di studi demografici dell'università di Ginevra giunta alla conclusione dell’opportunità di una revisione totale della legge sulla cittadinanza e con la richiesta del presidente della Commissione federale elvetica delle migrazioni, Walter Leimgruber, di  far svolgere la procedura di naturalizzazione su un unico livello sostituendo i tre livelli attuali (comune, cantone e confederazione) per diventare semplice, unica e trasparente. Come sapete, in Svizzera la procedura di naturalizzazione, la cui durata si aggira tra i 18 e i 36 mesi, comporta, indipendentemente dall'esito finale, il prelievo di tasse da parte di ognuno dei tre livelli istituzionali coinvolti, ossia il comune, il cantone e la Confederazione (articolo 38 LCit). Per la procedura di naturalizzazione ordinaria, che riguarda la maggior parte dei casi, le tasse cantonali e federali sono sempre determinate dalle spese amministrative previste dal Regolamento cantonale e dall'ordinanza federale, per quanto riguarda le tasse comunali, alle autorità locali è conferita la facoltà di decidere autonomamente la tassa da prelevare, fino a 10 mila franchi. Un importo eccessivo, poiché va ben oltre le tasse amministrative applicate dalla totalità dei Paesi dell’Unione europea.

Le legge italiana sulla cittadinanza
In Italia, infatti, la cittadinanza, ai sensi dell'articolo 9, della legge n. 91 del 5 febbraio 1992 e successive modifiche e integrazioni, è concessa agli stranieri attraverso la naturalizzazione dopo dieci anni di residenza legale in Italia, a condizione di assenza di precedenti penali, secondo il principio dello ius domicilii. Non sono previsti costi per richiedere la cittadinanza, tranne il caso di acquisto per matrimonio (euro 200), in tutti gli altri casi il riconoscimento della cittadinanza è gratuito, ad esclusione dei costi relativi al rilascio di certificati di stato civile, di cittadinanza e naturalizzazione e/o le relative traduzioni o legalizzazione.Spingere la Svizzera a considerare l’applicazione del diritto alla reciprocità circa l’entità della tassa è un impegno che la politica italiana può assumere per facilitare la procedura per cittadini italiani residenti in Svizzera che hanno maturato i requisiti previsti dall’ordinamento elvetico (12 anni di residenza).

Per leggere il testo integrale della mia interrogazione: (aggiungere il link)

On. Gianni Farina
Roma, Camera dei Deputati, 25 settembre 2012