Quali soluzioni per la casa degli italiani all’estero

L'Imu non esisterà più, ma l'operazione sarà a tappe: via subito la prima rata sull'abitazione principale e i terreni agricoli, che era stata congelata fino a settembre, esenzione anche per gli immobili invenduti, e impegno per l'abolizione della rata di dicembre con coperture che verranno individuate in un provvedimento che accompagnerà la Legge di Stabilità entro fine ottobre. E dal 1. gennaio arriverà la “service tax” (dizione prevalente rispetto a quella che le avevano assegnato i tecnici, 'Taser'), la nuova imposta sui servizi comunali ispirata ai principi del federalismo fiscale che sarà riscossa dai Comuni e costituita da due componenti, gestione dei rifiuti urbani e copertura dei servizi indivisibili.

Questa in sintesi la situazione attuale. Finora noi del Pd non siamo ancora riusciti a risolvere la questione dell’Imu per le case degli italiani all’estero, nonostante la nostra azione in Parlamento. Stiamo lottando, ma non ci siamo ancora riusciti a fare rientrare le abitazioni degli italiani all’estero nella categoria Prima Casa. Dico ancora perché il decreto deve essere approvato in Parlamento e quando sarà in aula noi del Pd eletti all’estero faremo il possibile per rimediare.

Faremo il possibile nell’immediato per quanto riguarda la rata di dicembre, e poi anche per il futuro, perché nel 2014 si parla di tassa di servizio, in cui entrano immediatamente anche le case degli emigrati. In questo caso abbiamo molto da lavorare. Finora abbiamo pagato le tasse sui rifiuti annualmente, se c’è una service tax e la casa è disabitata, è chiaro che i rifiuti non vanno pagati come gli altri cittadini che vi risiedono tutto l’anno. Se le cose resteranno così come sono state annunciate dal Presidente Enrico Letta, non sarà più un problema che riguarda il rapporto tra Stato, Parlamento ed emigrati, sarà un rapporto tra gli emigrati e i Comuni dove si trova la proprietà. Vigileremo con attenzione. Vi prego ancora di pazientare.

Cordiali saluti
On. Gianni Farina