Si chiude una stagione politica! Credere nel Pd per il nuovo tempo.

I fatti delle ultime settimane hanno rappresentato l’apice di ciò che il nostro presidente Giorgio Napolitano ha chiamato “l’anomalia italiana”. Il futuro dipenderà molto dal Partito democratico, dalla sua capacità di esprimere idee e messaggi forti. Prima i congressi e poi l’8 dicembre le Primarie per scegliere il nuovo Segretario.

Care e cari connazionali, care democratiche cari democratici,
in Italia una complicata, spesso drammatica, stagione politica sembra essere alle nostre spalle. Prima le elezioni di febbraio dal risultato inatteso, poi l’unica formazione di governo possibile di servizio e delle larghe intese in aprile, e infine le devastanti vicende dei giorni scorsi culminate con il pronunciamento di decadenza di Berlusconi da senatore della repubblica emesso dalla giunta delle elezioni. Insomma, nel nostro Paese le vicende politiche non hanno un corso normale, poiché prevale, generalmente, l’avventurismo, nonché la guerriglia parlamentare permanente. I fatti delle ultime settimane hanno rappresentato l’apice di ciò che il nostro presidente Giorgio Napolitano, ha chiamato “l’anomalia italiana”. Non ci troviamo al cospetto di partiti avversari che guidano la battaglia del consenso sulla base di programmi di rinnovamento e progresso sociale distinti e contrapposti come avviene in ogni altro paese democratico europeo, riconoscendosi, tuttavia, nei valori fondamentali della costituzione repubblicana. Di fronte all’impasse non prevale quasi mai l’interesse generale, non si pensa alla trattativa e al negoziato, ma si invoca il ricorso alle urne. Il governo di Enrico Letta, costituito pochi mesi fa, ha affrontato una sfida mediatica e parlamentare innescata, irresponsabilmente, da Silvio Berlusconi. Un gioco al massacro per sfuggire ai suoi guai personali con la giustizia, a spese del Paese e degli italiani. L’attacco è stato respinto grazie alla fermezza di Enrico Letta e all’azione, decisa e compatta, del partito democratico. La domanda che tutti ci poniamo, è la seguente: sconfitta definitiva o ritirata strategica di fronte ad una batosta parlamentare frutto della profonda divisione del suo partito di cui era l’incontrastato padrone? Può essere data una prima risposta, pur tenendo conto della precarietà permanente e delle future irresponsabili azioni del personaggio.

Una certezza: è cambiato il clima politico. Le grandi forze morali e imprenditoriali della nazione si sono schierate a difesa del governo Letta e della sua azione di rinnovamento in sintonia con l’aperto sostegno dei maggiori leader democratici dell’Unione europea. Silvio Berlusconi ha perso il pieno controllo del Pdl o di Forza Italia come lo si vuol chiamare. Che nascano due partiti oppure no, una cosa è certa: Angelino Alfano ha sconfitto i falchi del partito, ha assicurato pieno sostegno al governo Letta, ha indicato alla destra italiana la via del rinnovamento e della responsabilità: auguri! Il governo Letta esce rafforzato dalla sfida.
Il futuro dipenderà molto dal Partito democratico, dalla sua capacità di esprimere idee e messaggi forti tanto utili all’agire della nuova alleanza di governo. Occorrerà contrastare l’impoverimento sociale, morale e culturale della nazione (più giustizia e più uguaglianza), rilanciare l’economia (più lavoro e crescita del prodotto interno lordo) e riformare le istituzioni (Parlamento, legge elettorale e costi della politica). Sono temi non più rinviabili. Per noi all’estero l’agenda è tracciata: porre fine allo stillicidio dei servizi consolari e scolastici, riformare la tassazione sulle proprietà dei nostri connazionali in Italia (IMU) per porre sullo stesso piano gli italiani in patria e gli italiani all’estero. Grande attenzione alle nuove emigrazioni dei giovani che abbandonano il nostro paese cercando, in Europa e nel mondo, la possibilità di realizzare le loro aspettative. Rinnovare e riqualificare il rapporto con i partiti socialisti democratici europei in ogni nazione dell’Unione. Perseguire il processo della piena integrazione della collettività italiana e il rispetto, da parte dei paesi firmatari, della carta dei diritti fondamentali dei cittadini nonché la valorizzazione dello straordinario patrimonio di italianità presente in Europa e nel  mondo. Costruire, in definitiva, il virtuoso percorso del ventunesimo secolo.

IL CONGRESSO DEL PARTITO DEMOCRATICO

La decisione è presa. L’iter congressuale è iniziato. Le candidature per la segreteria del partito sono imminenti. E le primarie per la scelta del segretario si terranno l’otto dicembre. I congressi dei circoli si terranno dal sette al diciassette novembre. Fra poco più di due mesi vi sarà un nuovo segretario alla guida del partito. Le personalità già annunciate sono sinora quattro: Pippo Civati, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella e Matteo Renzi.  Con le lezioni politiche anticipate non vi sarebbe stato il congresso. Io sosterrò Gianni Cuperlo. Lo ritengo, per la preparazione politica e culturale, per la visione aperta all’Europa e al mondo, per la sua nitida scelta di campo tra i partiti socialisti e progressisti europei, in grado di reggere la sfida della ricostruzione del partito e del rinnovamento della sua classe dirigente. Matteo Renzi, può rappresentare la carta vincente per una futura funzione di governo. Sono compiti diversi, tali da richiedere profili umani e politici spesso dissimili. Le loro differenze non nascono dai percorsi del passato ma dalla loro personalità. Guidare un partito richiede un impegno intellettuale e umano straordinari, soprattutto entro un partito in cerca di una più solida identità.  “Bisogna crederci nel Partito democratico per il nuovo tempo”, ha affermato Gianni Cuperlo, perché all’Italia non basta qualche riforma. Vorrei aggiungere: l’Italia rinascerà se la politica cambierà. E noi, italiani in Europa, intendiamo dare un nostro contributo perché si affermi un’altra idea di futuro per i suoi popoli. Se scegliamo l’Europa come la dimensione del nostro futuro - l’argomento di forte rilevanza di Gianni Cuperlo - è in quello spazio che dobbiamo ripensare l’identità del Partito democratico e dei progressisti europei. Le tragedie dei derelitti nel mediterraneo sono una vergogna per tutti noi: per l’Italia, per l’Europa. Saranno i temi del dibattito congressuale del partito democratico. Accanto a Gianni Cuperlo darò il mio contributo perché si affermino come patrimonio di tutto il partito.
Chi volesse conoscere meglio Gianni Cuperlo: www.giannicuperlo.com

On. Gianni Farina, Roma, 8 ottobre 2013