IMU per gli italiani all’estero: ai pensionati tariffa di prima casa

Finalmente abbiamo fatto un bel passo avanti per gli italiani all’estero. Anche qui non per tutti. Come gli 80 euro mensili assegnati ai lavoratori dipendenti, disoccupati e cassintegrati. Almeno a coloro che hanno un reddito basso verrà applicata la tariffa Tasi e Tarsi (ex IMU) di prima abitazione. E così, i proprietari della prima casa in Italia residenti all’estero, che sono pensionati, usufruiscono dello stesso trattamento dei residenti in Patria. E’ una bella soddisfazione poter aiutare gli anziani emigrati che dopo tanti sacrifici per costruire la loro casa in Italia sono costretti a pagare una tassa elevata e ingiusta.    

La legge di conversione del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, recante misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015, approvata questa mattina dal Senato e tra pochi giorni all’esame della Camera, contiene un’importante novità per gli italiani all’estero per quanto riguarda la dibattuta questione della tassazione sulle abitazioni.

I relatori Stefano Esposito e Franco Mirabelli, entrambi del Partito democratico, hanno proposto un emendamento, accettato con riformulazione dal Governo, che esenta dal pagamento dell’IMU, in quanto considerate abitazioni principali, le case di proprietà dei pensionati italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE. Sulle stesse abitazioni, inoltre, si prevede la detrazione dei due terzi sia per gli importi relativi alla Tari che per quelli relativi alla Tasi. Tali decisioni comporteranno per i Comuni, a partire dal 2015, un minore introito di sei milioni di euro che, con il provvedimento, lo Stato s’impegna a compensare.

Siamo in presenza di un primo e concreto passo in avanti nell’impegno di ottenere l’equiparazione dell’abitazione dei cittadini italiani all’estero alla prima casa, condotta ininterrottamente con determinazione e coraggio dagli eletti all’estero. Finora questa giusta richiesta si era scontrata contro il muro delle mancate compatibilità finanziarie elevato dai governi che si sono succeduti. Un varco, sia pure solo per i pensionati, si è aperto e questo ci consente di proseguire, da una postazione più avanzata e sulla base di un riconoscimento già acquisito, la nostra battaglia perché il riconoscimento sia esteso a tutti i residenti all’estero. Nell’imminente passaggio alla Camera, inoltre, metteremo in luce le complesse problematiche interpretative che discendono dal provvedimento, al fine di semplificarne e accelerarne l’applicazione.

Ringrazio, oltre ai colleghi eletti all’estero del Senato che hanno continuato a sollecitare questa soluzione, i relatori del gruppo del PD e il Governo, che in fase sempre aperta di tagli alla spesa pubblica ha accettato una soluzione parziale ma sostanzialmente giusta e positiva. Si tratta di un segnale politico che non può essere sottovalutato.

Il Governo Renzi, accusato di essere disattento agli italiani all’estero, nei suoi mesi di vita, con lo stile di concretezza e di fattività che lo contraddistingue, ha fatto due cose importantissime: confermato la circoscrizione Estero e modificato in meglio il sistema di tassazione delle abitazioni degli italiani all’estero. In questi giorni di vigilia elettorale per le votazioni europee, nei quali la battaglia politica va avanti senza esclusioni di colpi, è la migliore risposta al propagandismo e all’opportunismo di quelli che criticano “a prescindere” o, come i grillini, votano sempre contro perché niente è mai sufficiente e tutto è sbagliato. Il nostro metodo e la nostra cultura politica sono diversi e i fatti lo confermano.

On. Gianni Farina
Roma, Camera dei Deputati, 14 maggio 2014