Elezioni per i nuovi Comites: "Iscrivetevi e andate a votare"

La prima riforma dei COMITES è farli vivere, rispettarne le prerogative loro assegnate dalla legge, rinnovarne la rappresentanza impegnandosi per un ricambio generazionale e per una loro apertura ai fenomeni nuovi, come la nuova emigrazione

“Pochi giorni dopo il termine di presentazione delle liste per il rinnovo dei COMITES e a tre settimane dal termine per l'iscrizione negli elenchi degli elettori, la cosa più chiara e seria da fare è uno sforzo straordinario e univoco per favorire la partecipazione al voto dei cittadini.

Desideriamo ribadire ancora una volta i termini della questione:
- c'è una legge vigente che, dopo tre rinvii, dice che il voto deve avvenire entro il 2014;
- si è sviluppata una richiesta univoca da comunità, COMITES e CGIE, oltre che da tutti gli eletti all'estero, affinché si evitasse un altro deleterio rinvio, che avrebbe messo definitivamente in ginocchio questi organismi;
- il Governo è riuscito a trovare 7 milioni aggiuntivi per votare entro l'anno portando le risorse a 9 milioni; per evitare il penalizzante voto nei seggi si è tornati al voto per corrispondenza;
- per contenere i costi nei limiti del budget disponibile e rendere più sicuro il voto è stata introdotta la preiscrizione nell'elenco degli elettori, una soluzione che non è caduta dal cielo ma che è un elemento condiviso da tutti i gruppi parlamentari per la riforma del voto per corrispondenza;
- siamo stati tutti concordi nel rilevare che i tempi previsti per le diverse operazioni erano strettissimi e per questo abbiamo chiesto al Governo di indire entro il 2014 le elezioni e di poterle svolgere entro i primi mesi del 2015; ci è stato risposto che i soldi non spesi sarebbero ritornati nel calderone generale e che non vi sarebbe stata alcuna certezza di poterli recuperare nel 2015, favorendo di fatto un rinvio sine die del rinnovo;
- abbiamo condizionato la nostra disponibilità ad uno sforzo serio sul piano della comunicazione e ci è stato assicurato che, oltre all'attivazione dei canali istituzionali, sarebbero stati inviati 2,8 milioni di lettere ai capifamiglia per informare dell'obbligo di preiscrizione.

A pieno regime la macchina organizzativa
Il Governo ha ribadito in queste ore che dopo che i decreti di indizione sono stati emanati e dopo che è stata avviata la complessa macchina organizzativa è tecnicamente, giuridicamente e politicamente impensabile di potere bloccare lo svolgimento delle operazioni elettorali. Rispettiamo le opinioni di tutti, ma con i tempi che ci sono continuare a frenare, contraddire e spargere sfiducia rappresenta una responsabilità che non solo non intendiamo assumerci, ma che riteniamo di dovere contrastare a tutela dei diritti di cittadinanza degli italiani all'estero e in difesa dei loro istituti di rappresentanza. Ora c'è una sola cosa da dire: "Iscrivetevi per votare. Scegliete liberamente i vostri rappresentanti". E una sola cosa da fare: informare il maggior numero possibile di elettori perché si iscrivano e partecipino al voto. Sappiamo già che i livelli di partecipazione non saranno elevati, e questo non solo per questioni di tempi e di procedure, ma per un malessere profondo che pesa sul rapporto tra i cittadini e le istituzioni, in Italia e fuori d'Italia. Non è stato certamente per i tempi ristretti che la partecipazione al voto nelle ultime politiche all'estero è calata del 10%. Ma proprio per questo ogni energia deve essere spesa per curare il malessere della democrazia nell'unico modo possibile: la democrazia”.

On. Gianni Farina
Roma, Camera dei Deputati