"Risolvere problemi della tratta Torino-Ventimiglia-Nizza"

L’On. Gianni Farina ha posto all’attenzione del Ministro dei Trasporti una serie di problemi lungo una tratta ferroviaria che interessa tre Paesi, Italia, Francia e Svizzera, poiché la rottura di carico nella stazione di Ventimiglia procura ai passeggeri provenienti da Torino e dal Piemonte, o dalla Svizzera, il disagio di dover cambiare treno, attendendo per oltre un’ora la coincidenza proveniente da Genova per dirigersi verso Mentone, il principato di Monaco e Nizza. Inoltre, nell’interrogazione richiama il Ministro all’impegno del raddoppio del binario tra Fossano e Cuneo, opera programmata da decenni, progettata, finanziata ed i cui lavori non sono ancora iniziati.

Il testo integrale dell’interrogazione: « Per sapere-premesso che: il trasporto ferroviario tra Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza, è strategico per il Piemonte sud, la riviera ligure di ponente e la costa azzurra francese; esiste ed è funzionante, la linea ferroviaria inaugurata nel 1928- che partendo da Torino raggiunge Cuneo, entra in territorio francese a Tenda (département des Alpes Maritimes), prosegue sino a Breil sur Roya ove si scinde in due tronchi, il primo si dirige direttamente su Nizza attraversando i comuni di Sospel, l’Escarene e Drap mentre il secondo prosegue nella valle Royal, rientra in Italia a Fanghetto ed arriva a Ventimiglia:

Sul piano storico: i suddetti due tronchi hanno subito nel corso della seconda guerra mondiale importanti devastazioni, in particolare la distruzione di tutti i ponti e delle linee elettriche da parte delle truppe tedesche nel corso della ritirata  delle stesse, nel 1944, dalla costa francese verso l’Italia del nord; la linea, dopo decenni di battaglie parlamentari, è stata ricostruita, a totale carico dell’erario italiano (la Francia si è limitata alla restituzione dell’IVA per i lavori realizzati sul suo territorio), senza però che venisse ripristinata la linea elettrica nei 45 Km in territorio francese e precisamente tra Fanghetto e Limone Piemonte; attualmente la linea ferroviaria è utilizzata giornalmente da 19-23 treni o automotrici, italiani e francesi, ma tale frequenza potrebbe raddoppiare o triplicare, sia per il traffico passeggeri sia per quello delle merci, se: si realizzasse finalmente il raddoppio del binario tra Fossano e Cuneo, opera programmata da decenni, progettata, finanziata ed i  cui lavori non sono ancora iniziati; fosse ripristinata l’elettrificazione; si evitasse la rottura di carico a Ventimiglia; si stabilissero nuovi orari per i treni; Premesso inoltre che: per quanto attiene la soluzione della rottura di carico nella stazione di Ventimiglia si tratta di un’opera di poco conto che eviterebbe ai passeggeri provenienti da Torino e dal Piemonte, o dalla Svizzera, di dover cambiare treno, attendendo per oltre un’ora la coincidenza proveniente da Genova per dirigersi verso Mentone, il principato di Monaco e Nizza; interruzione comprensibile prima degli accordi di Schengen poiché gli uffici di dogana, italiani e francesi, si trovavano all’interno della stazione di Ventimiglia, mentre si tratterebbe di usufruire della linea dell’interporto di Ventimiglia dal quale si dipartono due gallerie ferroviarie che consentono di raggiungere la linea litoranea italo-francese, Genova, Ventimiglia, Marsiglia; che la soluzione consiste nella costruzione di una brevissima deviazione della linea proveniente da Torino e nello stabilire una fermata supplementare (il costo ammonta a circa  500.000 €); la regione Piemonte, in attesa della elettrificazione, ha messo in servizio sulla linea dei treni diesel Minuetto e la SNCF, della PACA, dei nuovi treni simili, mentre gli orari sono del tutto inefficienti (mancanza di treni diretti, fermate in tutte le stazioni, ecc.) mentre si potrebbe compiere il tragitto in 2 ore e trenta a fronte delle quattro ore e trenta attuali; al Ministro dei trasporti per sapere: se non ritenga opportuno proporre un incontro con la Regione Piemonte, la RFI (rete ferroviaria italiana), al fine di risolvere questi annosi problemi sui quali  vi è un  accordo generale tra gli enti locali interessati del Piemonte, della Liguria e del Dèpartement des Alpes Maritimes ».

Camera dei Deputati, ottobre 2007