Sfruttamento equo delle acque in Valtellina

Interrogazione a risposta scritta 4-00379 presentata da GIANNI FARINA mercoledì 28 giugno 2006 nella seduta n.015 aMinistro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che: si è a conoscenza delle proteste sollevate da gruppi e comitati (Amici della Valgrosina, Comitato VITA di Ponte in Valtellina, Gruppo Valmalenco, Gruppo Valmasino, H2Orobie, Mountain Wilderness, Pro Rezzalasco di Sondato, che, con separate iniziative, hanno ottenuto la sottoscrizione di oltre ventimila cittadini, rappresentanti vasti settori di opinione pubblica valtellinese) per lo sfruttamento intensivo e insensato, da parte delle aziende idroelettriche, della risorsa acqua della valle, detta risorsa costituisce un elemento fondamentale del paesaggio e contribuisce in maniera caratteristica alla fruizione turistica del territorio provinciale e una gestione corretta e sostenibile di questo bene rappresenta, per i valtellinesi, l'esigenza prioritaria su cui costruire il futuro della nostra terra, le acque della provincia di Sondrio sono già oggetto di sfruttamento intensivo per la produzione di energia elettrica oltre il 90 per cento del totale delle acque superficiali disponibili; la produzione di energia elettrica rappresenta nella provincia di Sondrio il 46 per cento del totale prodotto in regione Lombardia e circa il 12 per cento italiano; la captazione del restante 10 per cento delle acque disponibili rappresenta un irrilevante 0,04 per cento dell'energia prodotta in Lombardia, di nessuna rilevanza dal punto di vista strategico ai fini del decreto legislativo 79/99 e che a fronte di quanto sopra, la sola razionalizzazione degli elettrodotti consentirebbe un risparmio del 4 per cento di tutta l'energia prodotta e del 15 per cento dei consumi totali della provincia di Sondrio; le entità e le modalità dei prelievi hanno da tempo superato ogni limite di ragionevolezza in riferimento all'alterazione del territorio, ai rischi idrogeologici ed alla conservazione dell'uso plurimo delle acque; sempre più spesso si assiste ad episodi di emergenza idrica in un numero sempre più elevato di comuni valtellinesi con gravi conseguenze di tipo igienico-sanitario tali da rendere necessario il reperimento di sorgenti aggiuntive o captazioni dirette in alveo con gravi disagi della popolazione e grande dispendio di risorse per i comuni; risulta all'interrogante che la maggioranza degli impianti di produzione idroelettrica è priva di formale concessione, spesso priva di collaudo e funzionante in regime di autorizzazione provvisoria da molti anni; il piano di tutela delle acque prevede il rilascio di DMV (Deflussi Minimi Vitali) da parte di tutti gli impianti esistenti da attuare nella quantità minima del 10 per cento della portata naturale; l'interrogante ritiene, altresì, che il DMV rapportato al 10 per cento della portata media in alveo sia largamente insufficiente a garantire la vita dei torrenti, per la quale andrebbe garantito il rilascio di una quantità d'aqua pari alla portata del periodo di magra invernale; non esiste, oltre tutto e sino ad ora, una programmazione territoriale, provinciale e regionale, che ponga fine al proliferare delle domande di concessione idroelettrica e al conseguente degrado ambientale e si assiste, di conseguenza, ad un aumento preoccupante delle domande di concessione per tutte le taglie di impianti e per tutti i tipi di corpo idrico, dal più piccolo rio ai torrenti più importanti in tutto o in parte non ancora captati; come ampiamente dimostrato anche dall'esperienza di altre nazioni a noi vicine, si può ottenere energia pulita con sistemi meno sul territorio -: se non ritenga di attivarsi presso la competente Autorità di bacino affinché siano attivate le necessarie iniziative per la sospensione immediata di tutte le domande di derivazione idroelettrica presentate ed in istruttoria ed eventualmente revocate le concessioni rilasciate per le quali la società richiedente non abbia ancora ottemperato agli obblighi previsti dalla concessione stessa e definite le concessioni per tutti gli impianti idroelettrici che producono con autorizzazioni provvisorie; se il Ministro interrogato intenda fissare criteri più rigorosi per la previsione di rilasci che garantiscano il deflusso minimo vitale; se al Governo risulti approvato il relativo piano di bacino distrettuale, e se esso individui le situazioni descritte in premessa; in caso affermativo, quali direttive ed opere siano ivi previste in rapporto allo sfruttamento intensivo dei corpi idrici per le derivazioni idroelettriche. (4-00379)

Al Ministro dello Sviluppo economico 28 giugno 2006