La Scuola Sandro Pertini a Basilea

Interrogazione a risposta scritta 4-00443 presentata da GIANNI FARINA mercoledì 5 luglio 2006 nella seduta n.019 al Ministro dell'istruzione, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: la Scuola Elementare Italo Svizzera «Sandro Pertini» è dal 1994 legalmente riconosciuta ai sensi delle norme di cui alla parte II, titolo VIII del Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297; disponendo dei requisiti previsti dall'articolo 1 comma 4 della legge 10 marzo 2000, n. 62, e delle successive norme applicative emanate dal MAE di concerto con il MIUR, la Fondazione FOPRAS, l'Ente che gestisce l'attività e parte del personale scolastico, ha presentato in data 28 maggio 2001 e reiterato il 29 novembre 2004, la richiesta di parità scolastica; la scuola si articola in cinque annualità, rispondendo così al requisito del corso completo di cui al punto f dell'articolo 1, comma 4 della legge n. 62 del 2000; la scuola gode del sostegno del cantone di Basilea-Città, che mette a disposizione personale docente di lingua tedesca garantendo così le condizioni per un effettivo e qualificato insegnamento bilingue -: per quali ragioni ostative la DGCCP Uff II del MAE abbia respinto la domanda di parità presentata dalla scuola «Sandro Pertini», mentre l'ha concessa contemporaneamente ad altre scuole italiane della regione (Scuola elementare Lucia Barbarigo, Scuola media Carlo Levi, Liceo Linguistico Europeo); se quanto richiamato dal MAE e testualmente riportato nella nota del Consolato Generale d'Italia in Basilea del 23 giugno, n. 10953, in relazione alla non integrazione della scuola all'interno di un «complesso scolastico», derivi da precise disposizioni legislative o sia invece il frutto di una interpretazione discrezionale della stessa DGCCP del MAE; se non si ritenga opportuno recedere dalla linea perseguita con determinazione e ripetuti richiami dalla DGCCP, volta a realizzare un Polo scolastico italiano, per sostenere invece un indirizzo di politica scolastica che tenga conto delle specificità del contesto in cui opera la scuola e faccia salva l'identità dei singoli istituti, secondo una linea più chiaramente orientata al bilinguismo e all'integrazione, come peraltro auspicato dalle autorità svizzere e italiane. (4-00443)

Risposta Atto Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 17 ottobre 2006 nell'allegato B della seduta n. 053 All'Interrogazione 4-00443 presentata da GIANNI FARINA Risposta. - La Circolare del Ministero degli Affari Esteri n. 1 del 2 gennaio 2004 ha fornito chiarimenti in merito all'applicazione del decreto interministeriale n. 267/2752 del 24 febbraio 2003. Quest'ultimo disciplina la attribuzione della parità scolastica alle scuole italiane all'estero sulla scorta della legge 10 marzo 2000, n. 62. La suddetta circolare richiede - tra i requisiti per la concessione della parità scolastica - l'articolazione di un ciclo di studi completo, a partire dalla scuola materna/elementare che preveda il rilascio di un titolo finale. Ciò anche in ragione del fatto che il mancato completamento del ciclo di studi, oltre a non essere funzionale agli interessi delle famiglie italiane temporaneamente residenti all'estero, potrebbe dar luogo ad una carenza di motivazione del gestore a mantenere e proseguire l'azione di promozione culturale della scuola, caratterizzando un percorso scolastico fine a se stesso, senza alcuna funzione territoriale. La mancata attribuzione della parità alla Scuola elementare «Sandro Pertini» deriva, quindi, dall'assenza di un ciclo di studi completo. Quanto ai quesiti formulati nell'atto parlamentare in parola, si segnala quanto segue: 1. In merito all'attribuzione della parità alla Scuola elementare «L. Barbarico», con decorrenza dall'anno scolastico 2005-2006, si fa presente che tale provvedimento è stato disposto in considerazione della costituzione del Collegio unitario dei docenti per l'elaborazione di un unico Piano dell'Offerta Formativa insieme con la scuola secondaria di Io grado «Carlo Levi» per raggiungere, in convenzione e continuità, un ciclo di studi completo che ha consentito l'attribuzione della parità ad entrambe le istituzioni interessate. Anche la scuola «S. Pertini» avrebbe potuto aderire allo stesso sistema convenzionale, ottenendo così la parità. 2. La mancata integrazione all'interno del «polo scolastico italiano» che ha riunito le scuole italiane di Basilea (Scuola elementare; «L. Barbarico», Scuola media «C. Levi», Liceo linguistico europeo) deriva da un'autonoma deliberazione del FOPRAS, che gestisce la Scuola elementare «Sandro Pertini», ma anche i Corsi di lingua e cultura italiana ex articolo 636 decreto legislativo n. 297/94 sostenuti economicamente dalla competente Direzione di questo Ministero. Tale decisione è stata comunicata alla Rappresentanza diplomatica italiana in Berna, al Consolato Generale in Basilea e allo scrivente Ministero con lettera dell'8 novembre 2005 a firma del Presidente e del Direttore della Fondazione FOPRAS. 3. La scelta di dare vita ad unico Collegio dei Docenti nell'ambito delle pur distinte attività delle scuole italiane presenti a Basilea risponde all'esigenza di creare un polo scolastico bilingue che dia unitarietà all'offerta scolastica italiana in Basilea e rafforzi le possibilità di integrazione, come auspicato dalle autorità svizzere e italiane. Risulta non chiaro e contraddittorio il motivo per cui la gestione della scuola «S. Pertini» ha rifiutato il coinvolgimento nella nuova struttura scolastica italiana di Basilea che, pur mantenendo l'indipendenza di ogni Ente Gestore, ha convenzionato le finalità dell'offerta didattica attivando un piano di studi bilingue e biculturale.


Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Famiano Crucianelli. Martedì 17 ottobre 2006