“SI LAVORI AD UN MUSEO DELL’EMIGRAZIONE ADEGUATO AI TEMPI”

ROMA “Il Ministro per i beni culturali e il turismo Dario Franceschini ha manifestato l’intento di rilanciare il Museo nazionale dell’emigrazione italiana, spostando presso il Museo del Mare a Genova i materiali attualmente esposti a Roma presso il Vittoriano e facendo della città ligure il luogo simbolo della diaspora italiana nel mondo”. È quanto ricordano in una nota i sei deputati del Pd eletti all’estero Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi, rammentando che “il Museo fu ideato e finanziato nel 2007 dal Governo Prodi e istituito, su volere del Vice Ministro per gli italiani all’estero Franco Danieli, con decreto del Ministro degli esteri Massimo D’Alema. L’idea progettuale dalla quale esso è nato è stata di quella di superare il ritardo che l’Italia aveva accumulato in questo campo, pur essendo uno dei maggiori Paesi di emigrazione, e di collegare l’istituzione museale alla transizione che l’Italia sta vivendo da storica e ancora attiva realtà di emigrazione a realtà anche di immigrazione, anzi a fondamentale snodo dell’immigrazione in Europa”.
“Questa ipotesi, - aggiungono i sei parlamentari – con la caduta del Governo Prodi e l’avvento del Governo di centrodestra, fu ridimensionata e trasformata in una esposizione documentaria, per altro in locali di notevole valenza simbolica ma limitati e inadatti, dello sviluppo diacronico dell’emigrazione italiana, con un’appendice finale relativa all’arrivo degli stranieri in Italia. A livello parlamentare abbiamo fatto vivere l’ispirazione e il diverso respiro del progetto iniziale presentando un disegno di legge per la trasformazione dell’attuali museo in Museo nazionale delle migrazioni, al quale abbiamo affiancato un secondo disegno di legge sull’insegnamento multidisciplinare delle migrazioni nelle scuole, con riferimento all’autonomia di programmazione formativa degli istituti”.
Ora qualcosa si muove: “per avere un confronto su queste essenziali questioni di impostazione del progetto relativo al Museo dell’emigrazione, - informano i deputati – Marco Fedi, accompagnato da Norberto Lombardi, a suo tempo uno dei promotori dell’istituzione del museo, si è incontrato per conto degli eletti all’estero del PD con il Capo della Segreteria tecnica del MIBACT, Giorgia Floriani e altri funzionari. Fedi ha preso atto dei significativi passi in avanti che l’operazione sta facendo a livello istituzionale, con il coinvolgimento, oltre che del MIBACT e del Ministero degli esteri, titolare del Museo, della Regione Liguria, del Comune di Genova e della locale Università”.
“In vista dell’apertura della fase di definizione scientifica del progetto”, spiegano i deputati Pd, Fedi “ha sottolineato tre aspetti essenziali: quello di avere una proposta museale che incorpori gli aspetti dell’emigrazione, vecchia e nuova, degli italiani e, nello stesso tempo, la formazione nel nostro Paese di consistenti comunità di migranti; quello di non limitarsi ad un taglio tradizionalmente espositivo ma di concepire un sistema a rete che si avvalga delle risorse della multimedialità e valorizzi il grande patrimonio di conoscenze e rappresentazioni presente tanto nei musei e nei centri di ricerca specializzati italiani che nelle più importanti istituzioni museali internazionali; quello di dare il giusto risalto al grande esodo meridionale, alla più recente emigrazione in Europa e alle forme di mobilità che si stanno sviluppando negli ultimi anni”.
L’incontro “si è concluso con l’impegno ad avere ulteriori momenti di approfondimento con l’obiettivo di giungere ad un progetto di ampio respiro e coerente con il forte sviluppo dei fenomeni migratori”.

(aise 16 febbraio 2016)