“Implementare la strategia con una proficua collaborazione tra le istituzioni svizzere e italiane”

Lettera alle coordinatrici della manifestazione di sabato 8 settembre nell’auditorio del Campus di Lugano dell’Università della Svizzera Italiana (USI).

Gentilissime Dott.Ssa Bandion e Dott.Ssa Honegger,
venuto a conoscenza dell’importante iniziativa promossa dall’Università della Svizzera italiana e dall’Associazione dei docenti di italiano del canton Berna, che si svolgerà sabato 8 settembre a Lugano, ho provato un senso di frustrazione per non poter assistere alla tavola rotonda. Gli innumerevoli impegni che si sono sovrapposti in questo periodo successivo alle vacanze estive, non mi permettono di partecipare.

In qualità di Deputato alla Camera dei Deputati italiana eletto nel collegio Europa, ho avuto modo di occuparmi ripetutamente della condizione dell’Italiano nel mondo (Proposta di legge del 17 luglio 2008: “Riforma delle istituzioni scolastiche italiane all’estero e interventi per la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero”) e, nella sua specificità, in Svizzera. Ho seguito attivamente, partecipando anche ad una affollatissima assemblea pubblica, il caso dell’italiano nei Licei del Canton San Gallo. In quelle giornate convulse di febbraio 2011, che hanno portato fortunatamente alla decisione saggia e giusta del Parlamento del Cantone di San Gallo a respingere con 64 voti contro 45 la proposta della Commissione Bilancio e del Governo cantonale di tagliare le risorse destinate all’insegnamento dell’italiano nei Licei cantonali, ho scritto una lettera al Presidente del Cantone di San Gallo Willi Haag, al Presidente del Governo cantonale ticinese Luigi Pedrazzini, al presidente del Governo del Cantone dei Grigioni Martin Schmid, al Direttore dell’Ufficio federale della cultura Jean Frédéric Janslin, all’Ambasciatore d’Italia in Berna Giuseppe Deodato e al Presidente del Comites di San Gallo Sergio Giacinti, per proporre, raccogliendo un’idea del Presidente dell’Associazione dei docenti di italiano nelle scuole svizzere, Donato Sperduto, un convegno sulla lingua italiana in Svizzera per favorire un ampio confronto tra istituzioni, università e scuole, enti e associazioni culturali, rappresentanti politici italiani e svizzeri.

Nella cortese e immediata risposta a quella lettera, il Presidente del Governo del Cantone Ticino, Luigi Pedrazzini, assicurava il proprio impegno a sottoporre la lettera all’attenzione del Governo cantonale. Ho colto, quindi, con grande soddisfazione l’annuncio nella locandina dell’intenzione  dell’Università della Svizzera Italiana e del Canton Ticino di farsi promotori di una “discussione a livello nazionale per trovare delle soluzioni”.

Nell’augurare all’iniziativa tutto il successo che merita, rivolgo un cordiale saluto ai relatori della tavola rotonda (Manuele Bertoli, Direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport del Canton Ticino; Mario Battaglia, Direttore del gruppo di lavoro della Commissione svizzera di maturità sullo studio dell’italiano in Svizzera; Giampaolo Cereghetti, Direttore del Liceo Lugano 1 e membro del gruppo di lavoro della Commissione svizzera di maturità sullo studio dell’italiano in Svizzera; Stefano Prandi, Professore di letteratura italiana all’Università di Berna e all’Istituto di studi italiani dell’USI; Donato Sperduto, Presidente dell’Associazione svizzera dei professori di italiano) invitandoli a perseguire tenacemente l’ambizioso obiettivo di rafforzare l’influenza e l’importanza la terza lingua nazionale svizzera. Progetto che potrà essere implementato attraverso una proficua collaborazione tra le istituzioni elvetiche e italiane.

È questo lo spirito che mi ha spinto a presentare il 27 luglio scorso un’interrogazione parlamentare al Ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi di Sant’Agata (testo allegato) che mi permetto di porre alla Vostra attenzione.  

Distinti saluti
On. Gianni Farina
Roma, Camera dei Deputati, 4 settembre 2012