Per i Comites voto entro il 2010!

ROMA\ aise\ - "Le voci critiche che si levano dalle nostre comunità sulle politiche e sulle linee di riforma che la maggioranza sta adottando rappresentano l’espressione di un disagio per la direzione intrapresa e, insieme, il desiderio di riportare il rapporto con gli italiani all’estero in un alveo costruttivo. Se poi queste voci provengono dall’area politica di centrodestra, vuol dire che la situazione è ormai seria e non c’è ulteriore tempo da perdere". Questo l’assunto da cui partono i deputati del Pd eletti all’estero - Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci e Fabio Porta – per ribadire la loro opinione sul rinnovo dei Comites, le cui elezioni dovrebbero tenersi entro il 2010. Elezioni che, secondo i parlamentari democratici, dovrebbero tenersi in base alla legge tuttora in vigore. Opinione, questa, condivisa anche dai delegati europei di Veronesi nel Mondo, Veneti nel Mondo e CTIM riuniti nei giorni scorsi a Verona. E proprio del documento finale di quell’incontro, "al quale hanno partecipato delegati di diversi paesi europei, tra i quali anche dirigenti del PDL all’estero" si deve tener conto perché "in esso è stato ribadito il ruolo essenziale dell’associazionismo, che deve essere garantito a tutti i livelli della rappresentanza, la critica all’impostazione della legge di riforma di Comites e Cgie, in discussione al Senato con la benedizione del Sottosegretario Alfredo Mantica, la richiesta di fermare la destabilizzante ristrutturazione consolare che il Mae con l’avallo del governo sta perseguendo. Si chiede, infine, che si proceda subito al rinnovo di Comites e Cgie, congelati in attesa di una riforma che rischia di assestare loro un colpo mortale. Bene, siamo d’accordo. Peccato che queste prese di posizione arrivino in ritardo, non quando questi percorsi si sono aperti, ma quando rischiano di chiudersi". "Ad ogni modo – riconoscono i cinque deputati – in un momento così grave per gli italiani all’estero, non è il caso di indugiare in polemiche artificiose e pregiudiziali ma di unire le forze per fare in modo che la barca possa essere fermata prima di infrangersi definitivamente sugli scogli. Per cui aspettiamo che alle parole seguano i fatti, non solo a livello di opinione e di confronto politico ma anche a livello parlamentare e di governo. Il nostro impegno per trovare una via d’uscita a questa grave situazione e per fare riforme utili e non penalizzanti – concludono – c’è stato finora e continuerà ad esserci".

aise, 3  febbraio 2010