“L’italiano resiste a San Gallo”

SAN GALLO - Pericolo scampato per la lingua italiana nei licei del Cantone di San Gallo (Svizzera). “Le pressioni e le proteste rivolte al Parlamento e al Governo sangallesi hanno ottenuto il risultato sperato. Martedì 15 febbraio, in una seduta molto tesa dedicata alle misure di risparmio per contenere il deficit finanziario, il Parlamento del Cantone di San Gallo con 64 voti contro 45 ha respinto  la proposta della Commissione Bilancio e del Governo cantonale di tagliare le risorse destinate all’insegnamento dell’italiano nei licei cantonali”. Lo riferisce Gianni Farina, deputato Pd eletto nella ripartizione Europa, sottolineando che si tratta di “un risultato straordinario per il quale anch’io ho dato il mio contributo”.Dopo aver inviato una lettera di sostegno al presidente dell’Associazione svizzera dei professori d’italiano, uno dei primi ad aver lanciato l’allarme, l’on. Farina il 10 febbraio ha scritto al presidente del Cantone di San Gallo Willi Haag, al presidente del Governo cantonale ticinese, Luigi Pedrazzini, al presidente del Governo del Cantone dei Grigioni Martin Schmid, all’ambasciatore d’Italia in Berna Giuseppe Deodato, al direttore dell’Ufficio federale della cultura Jean Frédéric Janslin e  al presidente del Comites di San Gallo Sergio Giacinti. Nella lettera il deputato del Pd scrive che “la lingua italiana è continuamente posta davanti a prove difficili nel quadro della competizione linguistica apertasi non solo in Svizzera, ma in tutt’Europa”. E riferendosi alla recente decisione del Tribunale dell’Unione Europea di annullare il bando pubblicato nel 2007 sul sito internet EPSO (Ufficio di selezione del personale delle Comunità europee) in inglese, francese e tedesco, ha sottolineato il rispetto “del regolamento comunitario del 1958 che stabilisce che le lingue ufficiali e di lavoro sono le 23 lingue dei Paesi aderenti”.  “In Svizzera - scrive Farina - questo problema è molto marcato. Pur in vigore il principio il quale stabilisce che le lingue ufficiali sono quattro, poiché dal 1938 anche il romancio è considerato lingua nazionale e dal 1999 lingua ufficiale, pare che nella politica scolastica non se ne tenga ovunque conto. “L’importante e innovativa legge elvetica del 5 ottobre 2007 sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche - ricorda l’on. Farina -  oltre a stabilire che le lingue ufficiali della Confederazione sono il tedesco, il francese e l’italiano (il romancio è la lingua ufficiale nei rapporti con le persone di lingua romancia), nella sezione 5, articolo 22, permette ai Cantoni dei Grigioni e Ticino di usufruire di “aiuti finanziari della Confederazione per il sostegno di misure destinate a salvaguardare e promuovere le lingue e la cultura romancia e italiana”. Svolta questa premessa, Farina avanza la proposta di un grande convegno nazionale sulla lingua italiana in Svizzera da tenersi proprio a San Gallo. “Portare - scrive - a discutere il Cantone di San Gallo, il Canton Ticino, l’Ufficio federale della cultura, l’Ambasciata e il Consolato italiano, gli operatori e la collettività italofona, è una grande occasione per un confronto ampio tra istituzioni, enti e associazioni culturali, organismi democratici, rappresentanti politici svizzeri e italiani su un tema di forte interesse e attualità”. E il deputato Pd termina con un appello: “Sicuro di trovare in Voi sensibilità e attenzione, vi invito a prendere in seria considerazione l’idea del convegno sulla lingua italiana in Svizzera da organizzare nel corso di quest’anno”. “Immediata - informa Farina - è stata la risposta del presidente del Governo del Cantone Ticino Luigi Pedrazzini”. Il quale oltre a ringraziare l’on. Gianni Farina, si “impegna a sottoporre la lettera all’attenzione del Governo cantonale della prossima settimana”.
Inform - 16 febbraio 2011