“Superare la crisi della politica con più politica, quella vera!”

Realtà Nuova L’ostilità e l’indifferenza della gente verso la politica sembra aumentare, però gli appuntamenti elettorali scandiscono la vita dei cittadini di tutta Europa. Società e politica via via diventano due mondi separati? On. Gianni Farina La politica entra in crisi quando si dimostra incapace di governare il presente pensando al futuro. Guardiamo all’Europa, a quel mastodontico parlamento privo di ogni potere sostanziale. Al nostro, imprigionato e umiliato nella sua funzione democratica dal sistema elettivo e da un governo incapace, immorale e autoritario. La globalizzazione planetaria ha posto tutti, governanti e governati, nazioni e popoli, di fronte a nuove sfide. Manca la capacità di affrontarle. Nuovi modelli di sviluppo, difesa dell’ambiente e ricerca di una nuova qualità della vita, sviluppo universale della democrazia, rapporti tra popoli dalle molteplici tradizioni religiose, sociali e umane. Il tutto ci dice che vi è bisogno di più politica: una politica che agisca per allargare i campi del sapere; di politici ricchi di visioni innovative, che sappiano affrontare i problemi elevando lo sguardo oltre i confini delle rispettive origini nazionali. Alla politica non vi è alternativa se non la deriva separatista e autoritaria del tutto contro tutti.

Realtà Nuova Il 23 di ottobre in Svizzera si vota per il rinnovo del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. Quali sono le sue previsioni? On. Gianni Farina Sì, il paese della sacralità municipale e cantonale e della democrazia referendaria rinnoverà il parlamento federale. Sapremo come hanno votato le cittadine e i cittadini svizzeri, o quelli che intendono ancora affermare il loro diritto a incidere nel futuro politico e sociale della Confederazione Elvetica. Da troppo tempo, tuttavia, il popolo appare poco attratto dalle vicende del palazzo, a prescindere dai quasi due milioni di cittadini stranieri che operano e lavorano in Svizzera. Tanto, e salvo clamorose eccezioni, rimarrà come prima, nel gioco di una concordanza che ripete stancamente i suoi riti. Si mobilitano i gruppi di interesse legati ai poteri forti per quanto riguarda i partiti cosiddetti borghesi della destra economica e affaristica, i sindacati  e le organizzazioni sociali in appoggio alle forze della sinistra generalmente rappresentate dai partiti di ispirazione socialista  democratica. Voterà il 50% degli aventi diritto. Poco o nulla cambierà. Il fenomeno dei movimenti ambientalisti, una novità del dopo Fukushima, sembra in via di ridimensionamento e assorbimento. Qualche esponente, il Blocher di turno, dal linguaggio - solo il linguaggio, perbacco!, non la sostanza - troppo sguaiato e tale da minacciare il buon nome elvetico nel mondo, lo si può sempre cacciare dal Consiglio Federale a vantaggio di un personaggio più rispettabile della stessa famiglia. Nel contempo, i democratici italiani in Svizzera cercano di accendere qualche fiammella partecipativa presso l’estesa comunità di origine italiana e i tanti doppi cittadini sui quali fondiamo le nostre speranze di un futuro protagonismo in ogni campo: economico, sociale, culturale e politico. Ci muoviamo in un campo minato e il rischio sta nel perpetuarsi di una parodia democratica che nulla cambia. A livello cantonale e comunale è pur scoccata qualche scintilla. A noi, la responsabilità di trasformarle in nuove passioni partecipative e democratiche.

I partiti di sinistra pronti a governare l’Europa

Realtà Nuova Poi si voterà in Spagna, a seguire Francia, Italia e Germania. Cambierà il volto politico dell’Europa nei prossimi due anni? On. Gianni Farina Spagna, Francia e Germania precederanno, salvo sorprese per noi positive, l’Italia. I partiti socialisti e socialdemocratici locali, spesso alleati ai movimenti ambientalisti e della sinistra radicale, sono ovunque in ascesa, preparati all’alternanza di governo. Nella stessa Spagna, ove il governo socialista appariva condannato ad una pesante sconfitta alle prossime elezioni di novembre, la sinistra sembra in ripresa. La destra, chiusa nei suoi egoismi nazionali, appare impotente di fronte ad una stagnazione economica generale alla quale si accompagna una drammatica crisi finanziaria. La sinistra e il campo riformista vinceranno se sapranno lanciare il messaggio di una nuova Europa. Un’Unione europea che sappia parlare, all’interno e al mondo, ad una sola voce: nel campo politico, sociale, a difesa della pace e della democrazia.

Realtà Nuova In Italia sotto accusa sono il costo della politica e lo strapotere dei partiti. Ora si parla della riduzione del 50 per cento dei parlamentari. Cosa ne pensa? On. Gianni Farina Preferisco parlare di costo della democrazia. Del suo funzionamento, di come l’hanno ideata i padri fondatori all’assemblea costituente agli albori della repubblica, della necessità di una riforma della seconda parte della costituzione, anche alla luce di una nuova articolazione federale dello Stato. Una Camera, anche parzialmente ridotta nel numero, ma la cui consistenza è simile ai grandi paesi europei occidentali come Francia, Germania e Gran Bretagna. Dimezzarla vorrebbe dire, a mio parere, andare verso un’assemblea di censo, articolata in estese circoscrizioni elettorali, praterie per ricchi politicanti lontani dalle attese e dagli interessi popolari. E un Senato delle regioni, per cui va discusso il sistema elettivo, partendo dalla pari dignità delle autonomie regionali, come è previsto, per fare un esempio significativo, dal Senato federale tedesco, di soli 69 componenti. I costi si devono e possono ridurre, togliendo privilegi in ogni campo: nel pubblico e nel privato. Colpendo l’intreccio tra politica e affari, cancro che ammorba la vita della Repubblica. Nella politica come nell’imprenditoria. Al vertice in Parlamento, come a livello regionale, provinciale e comunale.

Voto all’estero: altri Paesi seguono l’esempio italiano

Realtà Nuova E la rappresentanza degli italiani all’estero salterà? On. Gianni Farina Bella, questa! Una limitata correzione nel numero, al seguito di una riforma parlamentare forse, anche se non auspicabile. Abbiamo fatto scuola rappresentativa e democratica. La Francia, con meno della metà di suoi cittadini nel mondo, si appresta ad eleggere undici rappresentanti all’assemblea nazionale, oltre ai dodici senatori già presenti. Altri paesi, pure. Altro è discutere del loro ruolo, e di una pur breve esperienza che presenta diversi aspetti negativi. Su ciò si riflette e si rifletterà per cercare assieme, anche per quanto riguarda la legge istitutiva (la 459), i necessari correttivi.

Realtà Nuova La crisi finanziaria dello Stato italiano accompagnata da un’economia debole può davvero affondare l’Italia? On. Gianni Farina La crisi finanziaria è grave. Come la stagnazione economica, d’altronde. Stagnazione dovuta all’assenza di politiche di sviluppo a livello unitario europeo accompagnata da irresponsabilità di singoli stati nazionali. Abbiamo istituito l’euro privandolo della guida politica e della necessaria capacità d’intervento. Il tetto prima delle fondamenta. Nonostante tutto, l’assenza di una guida di governo di alto profilo politico e morale a cui si accompagna l’enorme debito pubblico nazionale, l’Italia è tuttora ricca di straordinarie potenzialità: nel campo dell’imprenditoria, a livello inventivo e umano. L’Italia non affonderà se saprà, come penso, rimettere in campo le sue energie migliori.

Realtà Nuova E il Pd come è messo? On. Gianni Farina Non vi è lo spazio per una discussione sul tema. Qualche accenno. Una di quelle energie può e deve essere il nuovo partito democratico. Un partito liberato dai dubbi e dai sospetti. Unito e ricco delle sue e tante tradizioni riformiste e democratiche. Un partito di uomini e donne che si rispettano, coscienti della loro funzione democratica e nazionale. Il partito delineato dalla bellissima definizione di Pier Luigi Bersani: “Il partito di patrioti, autonomisti e riformatori” per il bene e l’avvenire dell’Italia.

Realtà Nuova, settembre 2011